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B. Mezzanone: 'siamo esasperati'
Il presidente della Circoscrizione denuncia gravi problemi di ordine e sicurezza pubblica provocati dai clandestini che transitano nel CPT
Pubblicato il 27 agosto 2008 alle 12:34
di Anna Maria Vitulano



Il presidente della circoscrizione di Borgo Mezzanone, Paolo Di Nunzio, non sa più cosa fare per ottenere dagli organi competenti risposte e soluzioni ai problemi di ordine e di sicurezza pubblica che vivono i residenti a causa della presenza del centro di permanenza temporanea a due chilometri dal piccolo centro agricolo.

 

“Ci sentiamo abbandonati e le difficoltà anziché diminuire –dichiara con grande amarezza Di Nunzio- sono aumentate. Il CPT ospita 1200 clandestini e non 500 come invece dovrebbe. I militari dell’esercito inviati dal Governo non sono 80 ma 15 e, come qualcuno aveva previsto, non effettuano alcun servizio all’esterno della struttura. Il via vai di questi stranieri in attesa di identificazione crea forte disagio nella popolazione”.

 

Di Nunzio evidenzia che l’arrivo dell’esercito non è servito a potenziare la vigilanza sul territorio, anzi l’ha praticamente annullata perché era affidata ai carabinieri del Cio, la compagnia intervento operativo di Bari, ai poliziotti del Reparto anticrimine di Bari e ai finanzieri che sono ritornati alle rispettive sedi. “Se scoppia una rissa, eventualità abbastanza ricorrente considerata la babilonia di lingue e di etnie –aggiunge- abbiamo verificato che dal Centro non arriva nessun militare perché non sono autorizzati e occorre attendere l’arrivo di qualche pattuglia da Foggia”.

 

La prova sabato scorso quando il presidente della Circoscrizione ha accompagnato lui stesso al CPT un ragazzo rimasto ferito ad un occhio nel corso di un litigio che era degenerato e che si è sentito rispondere negativamente alla richiesta di intervento dei militari sul luogo della rissa.

 

“Abbiamo di nuovo il problema di non poter salire sui mezzi pubblici. Appena insediato alla Circoscrizione –spiega Di Nunzio- ho ottenuto che ci fosse un pullman che prendesse a bordo i clandestini, in libera uscita e diretti a Foggia, direttamente davanti al CPT , evitando che intasassero gli autobus per il trasporto urbano utilizzati dai residenti. La cosa ha funzionato finché il numero di questi ospiti del Centro non è aumentato a dismisura”.

 

Questa situazione rischia di vanificare tutti gli sforzi compiuti soprattutto dal Comune di Manfredonia per migliorare la qualità della vita nella Borgata attraverso la ristrutturazione di immobili pubblici (scuola, circoscrizione, asilo, etc.) e il ripristino o potenziamento dei servizi “di cui siamo grati al sindaco Paolo Campo e alla Giunta, ma –sottolinea Di NUnzio-sotto l’aspetto della sicurezza e dell’ordine pubblico urgono decisioni e provvedimenti. Questa parte del territorio di Manfredonia non deve ritornare ad essere terra di nessuno. Ne’ è pensabile che a risolvere tutte le problematiche di questa comunità sia solo il Comune di Manfredonia. Non ci dimentichiamo che qui ci sono intere palazzine dove il Comune di Foggia dirotta i suoi sfrattati: la situazione è complessa e  implica la collaborazione di Enti istituzionali diversi: dai Comuni alla Prefettura, alla Provincia di Foggia”.

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